Edizioni Lotta Comunista
Trascritto per internet da Antonio Maggio (Primo Maggio), agosto 2001
7] Il liberalismo
due materialismi
effetti naturali e sociali
liberalismo dell’assolutismo
liberalismo della ragione
liberalismo dei tre poteri
lo Stato liberale utilitaristico
EFFETTI NATURALI E SOCIALI[50]
In questo modo Engels, nella "Dialettica della natura" stabilisce la differenza tra "effetti naturali" ed "effetti sociali": "Ma se è stato necessario il lavoro di millenni sol perché noi imparassimo a calcolare, in una certa misura, gli effetti naturali più remoti dalla nostra attività rivolta alla produzione, la cosa si presentava come ancor più difficile per quanto riguarda i più remoti effetti sociali di tale attività". Possiamo dire che gli "effetti naturali" si fermino alla produzione, mentre gli "effetti sociali" elevano alla critica della economia politica. Significativo è questo altro passo della "Dialettica della natura": "E quando Colombo scoprì questa America non sapeva che, così facendo, risvegliava a una nuova vita la schiavitù già da lungo tempo superata in Europa e gettava le basi per il commercio dei negri". L'uomo che ha privato di ogni credito la metafisica è stato Pierre Bayle (1647-1706), autore del "Dizionario storico e critico" del 1695-1697. La sua arma era lo scetticismo. Come Ludwig Feuerbach è stato spinto alla lotta contro la teologia speculativa dalla constatazione che la speculazione, nella forma hegeliana, era l'ultimo tentativo della teologia, così Bayle aveva ottenuto dall'esperienza il dubbio religioso per elaborare una critica scetticistica in grado di vedere la metafisica come ultimo puntello della fede. Egli sottopone, quindi, la metafisica ad una analisi storica, criticando Spinoza e Leibniz. Prepara la Francia alla diffusione del materialismo. Dei due orientamenti del materialismo francese, uno è derivato da Cartesio. Nella sua "Fisica" aveva attribuito alla materia una forza automatica e aveva concepito il movimento meccanico come l'atto finale, separando completamente la sua fisica dalla sua metafisica. Nell'ambito della sua fisica, la materia è la sostanza unica, il fondamento unico dell'essere e del conoscere. Osserviamo che il filosofo francese potrebbe essere ancora annoverato nel materialismo meccanico se non abbracciasse la metafisica distinguendo la materia dallo spirito. La sua diventa una ideologia conciliatoria che si esprime nel giansenismo, ossia in una revisione teologica che ha per sfondo le lotte tra le classi combattute nello Stato assolutistico nel corso del Seicento in Francia. Alla metafisica di Cartesio si oppone il materialismo di Pierre Gassendi (1592-1655) e di Thomas Hobbes. La metafisica del Seicento, in Cartesio e in Leibniz, è ancora mescolata con il contenuto positivo delle scoperte nelle scienze, nella matematica, nella fisica, ma all'inizio del Settecento le "scienze positive" si erano costituite in "sfere autonome" e separate dalla metafisica. Questa era diventata "insipida" e costituita ormai solo da enti ideali. La metafisica perde ogni credito nella configurazione pratica della vita francese. I materialisti Helvetius e Condillac derivano da John Locke e i materialisti meccanici Lametrie e D'Holbach accolgono la fisica di Cartesio e ne rifiutano la metafisica ed è nella scienza meccanica della natura che il materialismo cartesiano può celebrare i suoi grandi successi ad opera dei suoi seguaci.LIBERALISMO DELL’ASSOLUTISMO[51]
La monarchia assolutista-burocratica raggiunge uno dei suoi momenti di splendore, attraverso Richelieu e Mazarino, con Luigi XIV e con gli ultimi trent'anni (1675-1705) del lungo regno, considerati da alcuni come anni di decadenza a causa del pagamento delle vittorie militari. Le ambiziose tendenze all'espansione trovano l'opposizione di tutta l'Europa, specialmente dell'Inghilterra borghese: il costo delle campagne belliche provoca l'imposizione di tasse che spingono il paese sull'orlo del fallimento e, quindi, del malcontento delle stesse frazioni borghesi in Francia. Lo Stato, in questa politica, si appoggia anche ai gesuiti contro i gallicani e i protestanti, maggiormente presenti nella nuova classe. Questa situazione di crisi dello Stato apre la strada all'Illuminismo, ossia ad un'esplicita traduzione politica della filosofia. Le pubblicazioni culturali divengono mezzi di discussione sociale. John Locke pubblica, nel 1690, i "Due trattati di governo", dove viene data traduzione politica alla sua filosofia, con lo scopo di difendere la Rivoluzione del 1688. Si chiude il "Cinquantennio" della filosofia politica che aveva accompagnato le guerre civili inglesi nel momento in cui il nuovo governo doveva consolidare il compromesso acquisito. Il pensiero inglese diviene conservatore. Alcuni elementi del materialismo di Locke e alcune idee politiche trovano, invece, accoglienza in Francia. Qui, nel Seicento, il rapporto tra l'aristocrazia e la borghesia non è come in Inghilterra dove la monarchia assolutista deve trasformarsi in monarchia costituzionale ed essere costretta a subire un potere politico parlamentare che possa influenzare il potere statale complessivo. Il sostanziale equilibrio delle classi in Francia non spinge alla trasformazione dello Stato assolutista ma ne favorisce la massima ascesa. Lo scontro culturale assume immediati contorni politici. Ogni genere contiene elementi di teoria politica (Voltaire e la poesia, Rousseau e il romanzo, Diderot e D'Alambert e la scienza, Turgot, Montesquieu etc). La cultura si presenta esplicitamente come politica, come in nessun altro periodo storico, salvo la Grecia antica, è mai accaduto. Si capisce perché un tale risveglio culturale-politico doveva segnare la nascita anche del comunismo moderno. Il dibattito cresce. G. Sabine lo vede come una "ossessione", tanto più che presenta alcune caratteristiche:1) ha "poco di nuovo" come teoria filosofica, dato che riprende il materialismo inglese;
2) è una "massa di idee, ripetute all'infinito con applicazioni varie";
3) è una "volgarizzazione" di massa, ossia una fase "agitatoria";
4) rinnovamento di vecchie idee esposte in maniera nuova;
5) il razionalismo dei filosofi diviene un eclettismo popolare.
LIBERALISMO DEI TRE POTERI[53]
Lo "Spirito delle leggi" critica Hobbes e stabilisce la legge di natura come principio generale, in quanto offre una norma di giustizia assoluta, anteriore alla "legge positiva" giuridica. La legge di natura, però, deve operare in ambienti diversi e deve produrre diverse situazioni. La legge naturale avrà particolari Stati in condizioni particolari. Per Montesquieu lo Stato é una specie di istituzione fissa che subisce modificazioni dall'ambiente particolare. Vi sono tre specie di Stati: repubblicano, monarchico, dispotico. Riprende dall'esperienza inglese la separazione dei poteri. Il reciproco equilibrio tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario garantisce, secondo il filosofo, la libertà. La teoria dello Stato come separazione dei tre poteri é una teoria fondamentale del liberalismo. Importante é la sua genesi storica. La teoria dei tre poteri é importante perché esprime l'interesse generale e gli interessi particolari delle varie frazioni borghesi. E' la pratica inglese ad essere teorizzata: ossia la fase storica alla quale é pervenuta la conquista, da parte del potere economico, del potere politico e del potere statale. Gli equilibri tra le classi e le frazioni, nel lungo ciclo delle loro lotte, hanno in Inghilterra uno sviluppo storico complesso che abbraccia diversi secoli e che richiedono concetti specifici per essere analizzati e descritti. Il concetto "potere" é un concetto semplificato che rimane alla superficie del fenomeno. L'equilibrio dei poteri assume, appunto, la funzione del concetto appropriato e corrispondente alla materia in esame. La teoria di Montesquieu, da questo punto di vista, generalizza la pratica storica e può farlo perché, a differenza di altri razionalismi, conserva una concezione generale della complessità e della concretezza. Per meglio dire, sarà l'analisi comparata tra due società ad introdurre nel razionalismo francese la concretezza della dinamica dei poteri. Essendo razionalista, nel senso che lo porta a vedere nella legge di natura l'etica, Montesquieu non concepisce il ruolo determinante del potere economico e, quindi, la reale legge di movimento della società, che pur considera nella complessità dei fattori. Nel saggio su Montesquieu il filosofo francese Louis Althusser valorizza l'interpretazione di Porchnev, nei lavori sulla "Fronda" e sulle "Rivolte popolari nella Francia del XVII e XVIII secolo", che nega alla monarchia assoluta il ruolo di arbitro fra le due classi nemiche dei feudali e dei borghesi. Porchnev dice che non si possono attribuire alla borghesia francese del tempo caratteristiche di radicale antagonista della classe feudale; anzi, lo sviluppo della borghesia é di tipo mercantile e non intacca lo sfruttamento feudale. Il regime politico della monarchia assoluta non é che una forma politica adatta a mantenere il predominio e lo sfruttamento feudali, mentre si sviluppa l'economia mercantile. Viene rifiutata l'interpretazione tradizionale, quella riassunta nel 1845 da Marx in merito alla teoria di Montesquieu dell'equilibrio dei poteri: "... ad esempio, in un'epoca e in un paese in cui il potere regio, l'aristocrazia e la borghesia si disputano il predominio, il cui predominio si trova dunque ad essere suddiviso, si rivela quale idea dominante la teoria della divisione dei poteri, che viene allora enunciata quale legge eterna".LO STATO LIBERALE UTILITARISTICO[54]
Helvetius appartiene alla tendenza del materialismo francese che deriva da John Locke: ne elabora la teoria della conoscenza, che è una concezione materialista, per la sua teoria dello Stato. Locke concepiva una storia naturale dell'intelletto, in cui le idee non sono innate ma derivano dai sensi. Hume nel suo "Trattato" (1739) perfeziona questa teoria della conoscenza, con la tesi che la "associazione delle idee" è nel campo psicologico il principio dimostrativo di ciò che l'attrazione dei gravi è nel mondo fisico. Per Hume dimostrare i processi mentali, i processi delle idee, significava ridurli a elementi della sensazione, mostrandone l'evoluzione attraverso la legge della associazione. Condillac volgarizzò questa psicologia in Francia ed Helvetius la elaborò per la sua teoria dello Stato nell'opera "De l'esprit" (1758). Le leggi naturali vengono ricondotte a due sole forze motrici innate nell'uomo: il desiderio del piacere e il disgusto del dolore. Tutti i moventi più complessi sono derivati da questa "associazione di idee", tra piacere o dolore con le loro cause. Sono concepiti in sostanza come riflessi condizionati. L'uomo tende a godere il massimo e a soffrire il meno possibile. L'etica, quindi la concezione del bene e del male, deve essere allora una scienza empirica, come la fisica, e in tale scienza "etica" l'interesse egoistico viene ad avere la stessa importanza che il movimento ha nella fisica. L'interesse egoistico è la legge di movimento della scienza morale. Questa è rimasta indietro rispetto alle altre scienze, perché affidata a preti fanatici e a tiranni. Sulla base di questa teoria della condotta umana, derivata dalla teoria della conoscenza di Locke e di Hume, Helvetius sviluppa la sua concezione politica. Come gli individui considerano bene ciò che è nel loro interesse, le nazioni giudicano morale ciò che conduce all'interesse generale. Lo Stato deve basarsi su una linea di condotta razionale il cui obiettivo è "il massimo bene del massimo numero". Quindi il "bene speciale" di un gruppo particolare è contrario allo Stato. Lo Stato, con le leggi, deve diffondere la conoscenza per rendere consoni al bene comune gli interessi particolari. La teoria dello Stato di Helvetius si basa sull'utilitarismo etico. Il postulato per cui la felicità individuale diventa la massima felicità generale in realtà è una fede: fede nell'armonia della natura. Tale fede non è altro che l'ideologia borghese, che vede nel benessere dell'individuo borghese il benessere della società. Se posto scientificamente, il problema conduce invece al comunismo.49 lotta comunista Ago.-Settem. 1994
50 lotta comunista Ottobre 1994
51 lotta comunista Novembre 1994
52 lotta comunista Dicembre 1994
53 lotta comunista Gennaio 1995
54 lotta comunista Febbraio 1995
55 lotta comunista Aprile 1995
Ultima modifica 11.09.2001