[Indice della Antropologia pragmatica]
Tutti i progressi civili, per mezzo dei quali l'uomo compie la propria educazione, hanno per fine di applicare le conoscenze e le abilità acquistate all'uso del mondo; ma l'oggetto più importante, a cui egli può applicarle , è l'UOMO, perchè l'uomo è fine a se stesso. — Il conoscere, adunque, l’uomo nella sua specie come creatura terrestre dotala di ragione merita di essere dello la CONOSCENZA DEL MONDO, sebbene egli costituisca solo una parte delle creature della terra.
Una dottrina della conoscenza dell'uomo, concepita sistematicamente (Antropologia), può esser falla o da un punto di vista FISIOLOGICO o da un punto di insta PRAMMATICO.
La conoscenza fisiologica dell’uomo mira a determinare quel che LA NATURA fa dell'uomo, la prammatica mira invece a determinar quello che l'UOMO come essere libero fa oppure può e deve fare di se stesso. — Colui che investiga le cause naturali, sulle quali poggia, per esempio, il potere memorativo, può qua e là arzigogolare (secondo Cartesio) sopra le tracce lasciate nel cervello dalle impressioni, che seguono alle sensazioni; ma egli deve ammettere che in questo giuoco delle sue rappresentazioni egli è un puro spettatore e deve lasciar agire la natura, poiché non conosce i nervi cerebrali e le fibrille, nè può servirsene per i suoi fini; onde ogni sottigliezza teoretica a questo riguardo è in pura perdita. — Se egli invece utilizza le osservazioni fatte su ciò che fu riscontrato come dannoso o giovevole alla memoria per ampliarla o renderla pronta, e per questo si serve della conoscenza dell'uomo, allora questo costituirebbe una parte dell' Antropologia PRAMMATICA; ed è appunto quella, di cui noi qui ci occupiamo. Una Antropologia, considerata come quella CONOSCENZA DEL MONDO, che deve seguire alla SCUOLA, non sarà propriamente chiamata ancora prammatica, quando essa contenga una conoscenza estesa delle cose del mondo, ver esempio degli animali, delle piante e dei minerali nei diversi paesi e climi, ma quando contenga la conoscenza dell'uomo come CITTADINO DEL MONDO. — Quindi anche la conoscenza delle razze umane, come prodotti appartenenti al giuoco della natura, non appartiene ancora alla conoscenza prammatica, ma solo alta conoscenza teoretica del mondo.
Anche le espressioni: CONOSCERE e il mondo, AVERE del mondo, sono abbastanza remote l'una dall'altra: poiché l'una si riferisce soltanto allo spettacolo a cui si è stati presenti, l'altra invece a quello in cui si è recitato. — Per giudicare il cosiddetto GRAN mondo, il ceto degli altolocati, l'antropologo si trova in una posizione sfavorevole, perchè quelli si trovano troppo vicini tra loro, troppo lontani dagli altri.
Ai mezzi per l'ampliamento dell'Antropologia appartiene il VIAGGIARE, sia pur anche soltanto la lettura dei libri di viaggi. Ma si deve prima aver acquistato a casa, nelle relazioni coi proprii concittadini e compaesani*1, la conoscenza degli uomini, se si vuol sapere dove si deve cercare all'estero il modo di estenderla. Senza un lai piano (il quale suppone già la conoscenza dell'uomo ) il cittadino del mondo rimane sempre molto limitato nella sua antro- pologia. La CONOSCENZA GENERALE precede sempre in questo la CONOSCENZA LOCALE, perchè quèlla deve essere ordinata e guidala aalla filosofia; senza di che ogni cono- scenza acquistata non può essere che un vagabondaggio frammentario, nè può costituire scienza.
Ma tutti i tentativi di acquistare una tal scienza con fondatezza vanno incontro a notevoli difficoltà connesse con la stessa natura umana.
1. L'uomo, il quale nota che si cerca di osservarlo e indagarlo, o appare imbarazzato, e allora non si PUÒ mostrare come è, oppure si NASCONDE, e allora non VUOLE essere conosciuto come è.
2. Se poi egli vuole soltanto indagare se stesso, allora egli, specialmente per quel che riguarda i suoi stati affettivi, che non ammettono di solito nessuna OCCULTAZIONE, si trova in una situazione critica: se gli impulsi sono in azione, egli non si osserva, e se egli si osserva, gli impulsi cessano.
3. Le circostanze di luogo e di tempo determinano, quando sono persistenti, delle ABITUDINI, le quali sono, come si dice, una seconda natura e rendono all'uomo difficile il giudizio sopra se stesso; onde egli si deve trattenere, e tanto più quando si tratti di altri coi quali è in rapporto, dal formarsene un concetto; infatti il mutamento dello stalo, in cui l'uomo è posto dalla sorte, o in cui egli da sè come avventuriero si pone, rendono molto difficile all’antropologia di innalzarsi al grado di scienza formale.
Finalmente non vi sono vere fonti, ma soltanto sussidii per l'antropologia: storia, biografia, teatro, romanzi. Infatti sebbene questi due ultimi siano fondati, non sulla esperienza e sulla verità, ma soltanto sulla poesia, e vi sia concesso di rappresentare esagerati come in un sogno i caratteri e le situazioni, in cui gli uomini sono posti, onde pare che nulla se ne possa apprendere per la conoscenza dell'uomo, tuttavia quei caratteri, così come hanno tentato il Richardson o il Molière, devono esser derivali nei loro TRATTI FONDAMENTALI dalla osservazione di quel che l'uomo fa e non fa: infatti essi, sebbene esagerati nel grullo, devono per la qualità coincidere con la natura umana.
Una Antropologia prammatica trattata in modo sistematico e insieme popolare (per mezzo di esempi, che ogni lettore può trovare da sè) ha per il pubblico dei lettori questo vantaggio, che con la ricchezza dei titoli, sotto i quali può esser collocata questa o quella proprietà umana, osservala in pratica, vengono offerti al lettore occasioni e stimoli per fare di ogni particolar proprietà un tema proprio di studio da collocare nel posto che gli spetta, onde i lavori si ripartiscono da se stessi fra i cultori di questa disciplina, e dalla unità del piano vengono raccolti in un lutto; ne viene quindi allora promosso e accelerato l'incremento della scienza con vantaggio di tutti*2.
*1. Una grande città, capitale di un regno, dove si trova il governo di esso, che possiede una università (per la cultura scientifica) ed è anche sede del commercio marittimo, il quale per mezzo di fiumi provenienti dall’interno favorisce il commercio coi paesi finitimi di diverse lingue e costumi, una tal città, come è per es. Koenigsberg sul Pregel, può esser presa come sede adatta per l’ampliamento della conoscenza dell’uomo e per la conoscenza del mondo, la quale vi può essere acquistate anche senza viaggiare. ↩
*2. Nel mio insegnamento di FILOSOFIA PURA, dapprima libero poi ufficiale, io ho tenuto per circa tren'tanni due specie di lezioni riguardanti la conoscenza del mondo, cioè nel semestre invernale di ANTROPOLOGIA e nel semestre estivo di GEOGRAFIA FISICA, le quali come letture popolari ebbero successo1. Il presente volume contiene le prime, delle seconde, consegnate in un manoscritto , illeggibile da altri fuorché da me, mi sarebbe difficilmente possibile, data la mia età, fare la pubblicazione.↩
1. Le lezioni di Antropologia incominciarono nell’inverno 1772-73, quelle di geografìa fisica probabilmente nel 1756. La frase «per una trentina d’anni» si riferisce solo al tempo, durante il quale furon tenute le due specie di lezioni. ↩
Indice della Antropologia pramatica
Ultima modifica 2026.07.1